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venerdì 31 dicembre 2010

ANCORA SANGUE IN AFGHANISTAN, UCCISO L´ALPINO MATTEO MIOTTO , DI THIENE VICENZA AVEVA 24 ANNI


In un giorno che doveva essere di festa un altro lutto nel nostro contingente italiano in Afghanistan ucciso un nostro soldato
Un alpino italiano, Matteo Miotto, 24 anni, è morto oggi in Afghanistan, centrato dal proiettile di un cecchino. E' accaduto nel Gulistan (provincia di Farah), nell'ovest del Paese, una delle zone più «calde» del settore affidato al controllo dei militari italiani, al confine con l'Helmand. Miotto, originario di Thiene, in provincia di Vicenza, era caporal maggiore nel 7° reggimento Alpini di Belluno dal 12 gennaio del 2009, ma era già in servizio nel 2008. E' stato colpito mentre si trovava all'interno della base di Buji, dove prestava servizio. Il proiettile è penetrato in prossimità della spalla, nella parte lasciata scoperta dal giubbetto, ed ha raggiunto organi vitali. Nonostante i soccorsi, immediati, non c'è stato niente da fare. I fatti sono avvenuti alle 15, ora locale. Nella stessa giornata è morto, sempre in Afghanistan, un altro militare della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato), a causa dello scoppio di un rudimentale ordigno in una provincia del sud. 

onore ai nostri caduti  

  
 















giovedì 23 dicembre 2010

martedì 7 dicembre 2010

"A cosa serve la BCE" di Canio Trione (07/12/10)


"A cosa serve la BCE" di Canio Trione (07/12/10) La Banca Centrale Europea è una Istituzione indipendente. Ciò significa che non subisce la valutazione degli elettori e quindi dei politici. Può fare quello che vuole perché, per antonomasia, è super partes.
Essa, statutariamente, deve difendere gli europei dall’inflazione e quindi dall’aumento dei prezzi; ma già sorgono dei distinguo: i prezzi dei diamanti come delle azioni o degli appartamenti o delle automobili più potenti sono esclusi dai panieri del costo della vita e quindi possono salire liberamente; mentre gli aumenti da contrastare sono quelli dei generi alimentari o dell’energia o delle locazioni cioè dei prezzi ai quali vengono venduti i frutti delle imprese e dei lavoratori più deboli. Si formano due categorie di cittadini: quelli inseriti nelle organizzazioni produttive più grandi e potenti che agiscono in piena libertà dei prezzi che possono far lievitare secondo i propri interessi aziendali mentre quelli che lavorano in piccole imprese aperte alla concorrenza più estrema, magari anche estera, devono sapere che i prezzi dei prodotti da loro realizzati (e quindi i loro redditi) non devono essere troppo alti, se no interviene la BCE a contrastare questi aumenti.
Recentemente il tracollo finanziario planetario ha arricchito i compiti della BCE di un altro tassello importante: la stabilità finanziaria. Essa viene ottenuta intervenendo nei mercati con l’acquisto di titoli “spazzatura” (quelli che non vuole nessuno perché c’è il rischio che, alla loro scadenza non vengano pagati) al fine di evitare default governativi destabilizzanti dell’euro. I giornali più vicini alle grandi imprese titolano a caratteri cubitali “Liquidità BCE senza limiti” e, più sotto, “il piano di acquisti di bond governativi dell’eurozona, varato dalla Banca Centrale Europea a inizio maggio come contributo al piano anticrisi della Grecia, continua” (sole 24 Ore 3 dicembre prima pagina). Dopo aver stanziato dai 90 ai 120 miliardi per salvare due minuscole economie europee (più piccole del Sud d’Italia ma con il vantaggio di essere organizzate in Stati sovrani indipendenti e quindi meritevoli di aiuti senza limiti) e aver scoperto che non basta si decide di aprire i cordoni della borsa senza limitazioni quantitative. Cosa che naturalmente già dal giorno dopo rimette le cose a posto sui mercati finanziari internazionali, almeno per ciò che riguarda la quotazione dei titoli di quei Stati e il differenziale di tassi di interesse che essi devono pagare per ottenere prestiti. Ma questi crediti sono a tempo indeterminato? No, ma la restituzione è interamente affidata alla capacità dei cittadini di pagare nuove tasse… come dire che il vantaggio è dello Stato in default e delle banche sue finanziatrici mentre i costi sono dell’economia reale. Naturalmente questa elargizione faraonica di credito non è aperta al pizzicagnolo sotto casa del cui destino economico evidentemente non se ne frega nessuno ma solo per quelle Istituzioni private o pubbliche “troppo grandi per fallire” e quindi libere di fare quello che gli pare, tanto alla fine c’è sempre qualcuno che gli toglierà le castagne dal fuoco.
Che fine hanno fatto tanti soldi? I buchi pubblici finanziati da banche private non nascondono finanziamenti illeciti o comunque poco trasparenti? Non se ne interessa nessuno; ma non interessano a nessuno neanche le conseguenze principali che questa politica comporta: per primo le conseguenze della inondazione di liquidità a tutto vantaggio di chi è esterno all’economia reale; cosa che riproduce, amplificata, la instabilità finanziaria dalla quale si asserisce di voler uscire. Per secondo la vocazione della BCE che diviene così una mega organizzazione preposta alla premiazione di chi sbaglia!!! È mai pensabile che la BCE intervenga in soccorso del bilancio tedesco o francese? Mai, a meno che anche loro non principino a scialacquare, nel qual caso nessun problema, interverrà la nostra organizzazione che metterà a disposizione quel che serve a far dimenticare ogni prodigalità! Il tutto a spese dei cittadini che saranno chiamati a oneri fiscali aggiuntivi per rendere più credibili i debiti dei rispettivi Stati!
Questa è la situazione e questi sono i compiti che la BCE si è dati nella sua breve vita.
Ma che sistema è mai questo? e quale può essere l’alternativa? multare gli Stati che non hanno credito neanche per la propria sopravvivenza?
Qualcuno suggerisce la “uniformizzazione fiscale” o “maggiore integrazione politica” che in soldoni significa aumentare le tasse lì   sono più basse in modo -a loro modo di vedere- da procurarsi i mezzi per far crescere ancora di più la libertà di manovra di chi controlla le Istituzioni europee; in realtà così si ucciderebbe ogni residua possibilità di concorrenza tra Stati nella riduzione del carico fiscale e di ottimizzazione dei costi delle Pubbliche Amministrazioni; a tutto scapito della crescita e dell’occupazione.
o siamo pazzi o siamo in un vicolo cieco o, più probabilmente, un po’ di tutti e due.
In ogni caso la gente non può pagare più di quanto già non faccia quindi serve una via alternativa capace di non far collassare l’economia reale.
Canio Trione
FONTE : WWW.AZIENDABARI.IT

venerdì 3 dicembre 2010

E' morto Paolo Signorelli ideologo del Msi.

ROMA (2 dicembre) - Si è spento giovedì notte, dopo aver lottato contro una lunga malattia Paolo Signorelli, professore e ideologo del Movimento sociale italiano e tra i fondatori di Ordine nuovo. È morto in una clinica a Roma.
Signorelli, 76 anni, era nato a Viterbo il 14 marzo 1934. Professore di filosofia, aveva fondato Ordine Nuovo, poi sciolto dall'allora ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani, e il Fronte Sociale Nazionale.
Della sua vicenda di «perseguitato politico» si sono occupati a lungo Amnesty International e il Partito Radicale, con il quale aveva collaborato negli ultimi anni di vita. Nel suo più recente libro, "Di professione imputato", Signorelli aveva ricostruito tutte le sue disavventure giudiziarie. Dopo essere stato scagionato da tutte le accuse si era ritirato a Bolsena, in provincia di Viterbo, dove vive e lavora anche il fratello Ferdinando Signorelli, parlamentare per varie legislature del Msi e ora militante de La Destra di Francesco Storace.
I tanti suoi estimatori lo ricordano così!


martedì 30 novembre 2010

Molese: alza la testa! - di Clemente Pansa

 
 Molese: alza la testa!
di Clemente Pansa
Nel post “Numerosi casi di tumore a Mola”, qualche giorno fa, a seguito di un mio intervento sul Blog a
proposito di quell’argomento, una nostra Lettrice, Roberta,

Grazie Clemente Pansa, grazie a nome di tutte le persone che soffrono a causa dei trafficanti di morte che hanno
reso Mola l'anticamera dell'obitorio, per la loro viltà e ingordigia.
Grazie per non aver sotterrato, come tanti altri, l'ascia di guerra per un problema così grave e irrisolto.
A Mola c'è rassegnazione, stanchezza, sfiducia. Grazie...
Roberta

Alla luce di un’iniziativa avviata da LiberiamoMola e sollecitata anche da interventi analoghi a quello di Roberta, “Obiettivo 1000”, desidero rispondere alla nostra gentile Amica.
Prima,Naturalmente, per chi non ha seguito sul Blog tutta la questione, spieghiamo in cosa consiste “Obiettivo 1000”.
La Redazione di LiberiamoMola ha deciso di eseguire un sondaggio tra la popolazione per verificare quanta volontà c’è nei Molesi di richiedere alle Autorità preposte l’effettuazione di un carotaggio nella cosiddetta “discarica della morte”.
L’obiettivo ambizioso di questo sondaggio, è quello di arrivare a quota “1000”, vale a dire, mille Cittadini che aderiscono all’iniziativa votando “SI” o “NO” alla domanda se si è d’accordo a commissionare un’analisi, mediante carotaggio, per scoprire (caso mai ce ne fosse bisogno) se sotto i cumuli di spazzatura della discarica in Contrada Martucci, giacciono rifiuti classificati come tossici.
Ci sembrava che “Obiettivo 1000” fosse possibile da raggiungere perché confidavamo nel fatto che la sensibilità dei Molesi si sarebbe svegliata da quel torpore in cui era silentemente precipitata nel corso degli ultimi 500 anni…
Ma, è evidente, abbiamo peccato di presunzione, perché pare che quel “torpore” non abbia ancora del tutto abbandonato il popolo molese eniente ci fa supporre che lo lascerà nei prossimi 500 anni!
Ad oggi, infatti, a già tre giorni dall’avvio del sondaggio, quando mancano solo undici giorni alla sua conclusione, solo ventuno cittadini hanno manifestato la loro volontà. E tutti quanti gli altri?
Poiché non osiamo pensare che non siano d’accordo con la richiesta, dobbiamo dedurre che sono semplicemente “indifferenti” al problema.
E questo, credetemi, è davvero molto più grave. Tutto ciò premesso e chiarito, consentitemi ora di rispondere alla nostra Lettrice, Roberta.

Gentile Roberta,
come tu stessa hai detto, noi non sotterreremo mai l’ascia di guerra per un problema così grave che è la grande incidenza di tumori nella nostra cittadina.
Permettimi, però, di replicare alla tua affermazione quando dici che a Mola, riporto testualmente le tue parole, “c’è rassegnazione, stanchezza, sfiducia”, perché hai ragione, ma solo in parte.
A Mola, effettivamente aleggiano nell’aria e nella mente dei suoi Cittadini, rassegnazione, stanchezza e sfiducia, ma, cara Roberta, hai dimenticato un’altra caratteristica, propria di noi Molesi – e dispiace dirlo – che è l’indifferenza di fronte ai problemi seri della vita quotidiana.
Indifferenza che si manifesta fin quando il problema non ci tocca da vicino.  Ecco, solo allora, forse, scatta in noi quel meccanismo di “ribellione” che ci fa aprire gli occhi e ci fa protestare.
Mi dirai perché sono così cinico ed impietoso verso i nostri concittadini e perché mai dico queste cose.
Ti rispondo con un po’ di storia neanche molto remota.
Quando abbiamo iniziato la nostra avventura con LiberiamoMola, lo spirito che ci spinse a realizzare un’Associazione ed un Sito Internet dal quale tenere sotto controllo l’operato dell’Amministrazione Comunale, era quello di auspicare di ottenere una gestione del Paese che tenesse conto delle necessità di tutti e non solo quella di tutelare gli interessi di una casta di pochi fortunati privilegiati che facevano riferimento ai cosiddetti “poteri forti” della società.
Eravamo persino disposti a candidare un “nostro” Sindaco con una Lista Civica (già pronta) con il simbolo di “LiberiamoMola”, ma il tutto finì in una bolla di sapone e sai perché? Perché non trovammo NESSUNO disposto a candidarsi!
La reazione fu quella di chiudere il Sito per tutta la durata della campagna elettorale per non correre il fondato dubbio che qualcuno non avrebbe resistito alla voglia di strumentalizzare a proprio favore la nostra posizione.
Come sono andate a finire le cose, è sotto gli occhi di tutti.
La sinistra Amministrazione di Berlen & Co è stata battuta ed al suo posto si è insediata la “Diperna 1ª”.
E cosa è cambiato? Assolutamente nulla!
Noi siamo ancora qui a monitorare l’Amministrazione ed a denunciare le pecche della vecchia che continuano ancora ad essere le pecche della nuova.
Le strade sono un colabrodo. I marciapiedi sconnessi, dove più di qualche persona anziana rovina - quasi quotidianamente - a terra; la faccenda delle chianche del Lungomare è nelle mani della Magistratura perché l’allora maggioranza ha agito in modo arrogante e dispotico e l’allora opposizione non si è opposta per niente, eludendo il dovere di controllo che spetta a chi sta in minoranza in un’Amministrazione Pubblica.
E così, davanti ad un tale vergognoso quadro di lassismo dell’Amministrazione (la vecchia e la nuova, tanto per non essere di parte), si è reso addirittura necessario un esposto perché intervenisse a fare chiarezza la Legge!
Ma anche qui, anziché una reazione di popolo, si è riscontrato solo il coraggio di un singolo cittadino al quale poi tutti hanno detto “bravo”, ma se non si muoveva lui, non si sarebbe mosso nessuno! Viva la solidarietà e viva il senso civico!
Ecco, cara Roberta, questa è Mola e questi sono i suoi figli!
Quindi c’è forse da meravigliarsi se a fronte di un’iniziativa come quella promossa da LiberiamoMola, rispondano, dopo tre giorni, soltanto 21
Cittadini?
Ma nonostante tutto, noi non demordiamo.
Restano ancora ben 11 giorni allo scadere del sondaggio e “Obiettivo 1000” non è forse (ce lo auguriamo) solo un miraggio.
E poi, non l’hai detto anche tu?
“Non sotterreremo mai l’ascia di guerra”!
Ad majora.

FONTE: www.liberiamomola.it